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Navi da crociera: scontro tra le Tremiti e il Parco del Gargano

Costanzucci risponde ai tremitesi: “Manterremo la barra dritta”

  • Cinema Brindisi
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  • "Potevamo discuterne – dice -. E mi dispiace che a questo si sia prestato anche il presidente facente funzioni,  Costanzucci . Non ce l'ho con lui. È chiaro che deve ancora prendere contezza del sistema che presiede. Ma poteva astenersi". "Mi duole molto l'atteggiamento di Tremiti - la replica di Costanzucci a Foggiatoday-. La decisione sulle navi da crociera è giunta all'esito di un sopralluogo tecnico le cui motivazioni renderemo pubbliche nei giorni prossimi. Ma sul punto, sia chiaro, manterremo la barra dritta. Ci sono orientamenti nazionali in questo senso. Nessun ostracismo nei confronti di Tremiti come si vuole far credere". E sulla exit dal Parco: "Scelta avventata e sconsiderata. Vivere in una comunità significa accettarne vincoli e regole. Perché sono proprio quei vincoli che ci permettono, ad esempio, di accedere ai finanziamenti europei. Dunque, non possiamo stare nel parco per intercettare risorse e uscirne quando non ci piace. Anche io sono sindaco (di Cagnano, ndr) e ho una riserva naturale bellissima, l'Isola di Varano, che in queste ore sta andando a fuoco. Ebbene, non posso prendermela col Parco, con la Regione o con l'universo mondo perché esistono dei criminali. Le necessità economiche le abbiamo tutti, non solo il sindaco di Tremiti. E stare insieme è importante. Non ha senso una guerra tra poveri". 

    Pecorella: “Rispettare la legge ma avere buonsenso”

    Rifiuta l'accusa di una gestione autoritaria e non condivisa anche il presidente uscente,  Stefano Pecorella . "Poco prima che finisse il mio mandato abbiamo approvato con l'amministrazione comunale di Tremiti la bozza di regolamento per la gestione dell'area marina protetta. E lo abbiamo fatto all'unanimità, sottoscrivendo il documento presso la Capitaneria di Porto a Termoli". Pecorella, tuttavia, in parte condivide il malessere dei tremitesi e, manco a dirlo, lo lega politicamente agli ultimi mesi di gestione Costanzucci: "Forse, e dico forse, ci si aspettava una seria programmazione anche rispetto a ciò che si era iniziato e non è mai stato concluso. Penso all'intesa sulla gestione dell'Area marina protetta: la convenzione non è ancora stata sottoscritta". E sulla goccia che ha fatto traboccare il vaso: "Ci son delle navi di dimensioni ridotte che consentono un flusso turistico controllato e di alto livello economico e che possono rappresentare un valido incrocio ambiente-turismo sostenibile. Ecco, aprire a questo potrebbe rappresentare un segnale di attenzione nei confronti di Tremiti" dice Pecorella, per il quale "bisogna rispettare la legge, è vero, ma anche  avere buonsenso laddove la legge può essere interpretata".

    Ed in questo si inserisce, va da sè, anche un pizzico di campagna elettorale nella corsa alla prima poltrona dell'Ente. Secondo indiscrezioni l'attesa dovrebbe essere finita. Il Ministero potrebbe esprimersi a giorni.



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    In Liguria, la storia parte dal 2008 e ha visto la multinazionale svedese, dopo aver acquisito il glorioso marchio Marconi, accettare il trasferimento nella “cittadella” dell’hi-tech degli Erzelli.Da allora una serie di marce avanti e indietro, milioni a pioggia da Stato e Regione, e il bello è che nessuno sa esattamente quanti siano.  L’accordo di programma firmato nel 2012  per quattro anni prevedeva, per il territorio di Genova, 24 milioni dal ministero dell’Università e dell’istruzione, 6,9 da quello dello Sviluppo economico, e 11 dalla Regione, mentre l’azienda si impegnava a spendere 31,4 milioni. Peccato, come hanno sottolineato i sindacati, che né a livello nazionale né locale siano state previste clausole sociali, così che Ericsson ha incassato i finanziamenti e continuato a ridurre il personale.

    «Ci risulta che ne abbiano accolti solo una piccola parte preferendo licenziare e dislocare», dice Fabio Allegretti della Cgil. Ma quanto hanno preso? Non si sa. « Abbiamo chiesto più e più volte al governo  dove siano andati a finire quei soldi e quanti fossero - spiega Stefano Quaranta - senza esito». Domani pomeriggio ci sarà l’ennesima interrogazione parlamentare per conoscere i numeri: il  Secolo XIX  ha cercato di contattare il sottosegretario all’economia Ivan Scalfarotto per avere queste cifre, ma senza ottenere risposte.